A Torino un grattacielo che “respira” A Torino un grattacielo che “respira”

Con l’inaugurazione della nuova sede di Intesa Sanpaolo lo skyline della città di Torino ha preso nuova forma. Nella zona di Porta Susa, infatti, nella giornata di venerdì 10 aprile 2015 è stato ufficialmente aperto il grattacielo progettato da Renzo Piano.
L’opera è stata commissionata per ospitare più razionalmente i suoi uffici centrali in un’unica sede e ne ha fatto un segno concreto del suo legame storico con Torino, prevedendo anche degli ampi spazi fruibili dalla comunità.

E’ un edificio che respira – ha sottolineato l’architetto Renzo Piano – un edificio che ha una doppia pelle, vivo, attivo e intelligente e restituisce alla città quello che gli ha dato.”

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Su una superficie di 7.000 mq si sviluppa la torre alta 166 metri (solo due in meno della Mole Antonelliana) per 44 piani, di cui 38 fuori terra. Fra le innovazioni costruttive che sorprendono, colpisce in particolare il grande atrio trasparente che dà l’accesso alla struttura, sopra cui poggia ai primi piani del palazzo un auditorium sospeso da 364 posti, che possono essere composti o scomposti a seconda delle esigenze. Grazie a una soluzione costruttiva unica al mondo, che prevede sei megacolonne posizionate lungo il perimetro e una doppia trave reticolare, l’ingresso del grattacielo appare ai visitatori completamente privo di strutture di sostegno verticali.

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Il cuore dell’immobile sono 27 piani di uffici, che accolgono oltre 2mila dipendenti. In cima, su tre piani di giardini pensili, una grande serra bioclimatica, dove trovano posto arbusti e piante tra cui eucalipti, inga, acacie, lavande e mirti, è a disposizione del pubblico e ospita una caffetteria e un ristorante oltre a uno spazio per esposizioni pubbliche.

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Anteprima di “Booking.com- Conferma”

 

La torre si presenta, come spiegano gli architetti della Renzo Piano, “luminescente quasi come il ghiaccio”: le lamelle di cristallo rendono le superfici riflettenti in funzione della luce naturale in modo da evitare l’assorbimento delle radiazioni solari e il conseguente surriscaldamento del clima.
Infatti l’edificio è stato realizzato secondo principi di sostenibilità ambientale, adottando soluzioni tali da ridurre i consumi energetici e garantire il rispetto delle migliori pratiche costruttive. Le facciate est e ovest sono rivestite con un sistema a doppia pelle, con lamelle mobili cioè che garantiscono ventilazione in estate e isolamento termico in inverno. Le lamelle permettono anche di modificare la quantità di luce solare che entra nei locali in modo da evitare l’uso della luce artificiale: la luce al led all’interno della struttura si accende gradualmente e automaticamente seguendo il ritmo del tramonto usando il minimo livello di illuminazione necessario.

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Interamente coperta da un campo fotovoltaico di circa 1.600 mq è la facciata meridionale, la stessa in cui è presente un “giardino d’inverno” con piante rampicanti che consentono di filtrare e modulare la luce proveniente dall’esterno.
L’impianto di climatizzazione sfrutta l’energia di scambio termico con l’acqua di falda senza emissioni nocive in atmosfera.
Per ridurre lo sfruttamento dell’acqua potabile fino al 48% è stato costruito un sistema di raccolta dell’acqua piovana con vasche usate per i wc e le aree verdi. Secondo una valutazione stimata da Intesa, il grattacielo in definitiva consumerà il 45% in meno di energia rispetto a un edificio standard. Collettori solari producono acqua calda sanitaria. Un sistema fotovoltaico riduce la richiesta di energia elettrica. Gruppi frigoriferi e pompe di calore alimentate con acqua di pozzo permettono la produzione di energia termica e in contemporanea di energia frigorifera. Tutto è pensato per non sprecare.
L’attenzione del progetto al recupero, controllo e contenimento dei consumi energetici complessivi consentirà al grattacielo di ottenere una certificazione di sostenibilità ambientale “LEED” con un punteggio tra i più elevati al mondo nel perimetro degli edifici di grande altezza.

A&D

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