Un bistrot a Vasto Un bistrot a Vasto

Oggi vi portiamo a Vasto, la nostra città, per parlarvi di uno degli ultimi lavori da noi realizzato.
Il progetto tratta di un locale, la cui impronta, decisa dal proprietario, era quella di un bistrot.
Dallo stato di fatto si può osservare che era formato da un grande ambiente unico e da un piccolo servizio.

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Dal punto di vista tecnico ci interessava creare due locali servizi, di cui uno per la clientela e uno per lo staff, un locale tecnico, un locale guardaroba a disposizione dello staff.
L’idea progettuale era di concepire lo spazio servente come una scatola, un unico volume che, anzichè essere nascosto, viene valorizzato da un elemento importante in ferro nero. Già, perchè il ferro nero, forte e deciso, e il legno, naturale e di recupero, sono i materiali cardine del nostro progetto.
L’obiettivo era quello di creare un ambiente vissuto, con pochi materiali ma caratterizzanti, che potessero dare un’anima al bistrot.

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Di ferro è la grande trave reticolare da noi progettata e disegnata, volutamente presente, ingombrante. E, oltre ad essere una linea marcata di forte richiamo ed identificazione, assolve nella sua lunghezza molteplici funzioni: è un porta bicchieri e porta bottiglie nella parte sovrastante il bancone, per poi diventare porta oggetti al di sopra della mensola, ma assecondando anche la funzione di porta lampadine.

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Lo stesso bancone è in ferro. Costituito da pezzi di recupero assemblati tra loro con grandi viti.
Di ferro sono anche il porta lampade che sovrasta i tavoli della sala, le gambe dei tavoli grezzi che richiamano le basi dei tavoli dei bistrot dei primi ‘900, la mensola che corre lungo tutto il perimetro della sala più piccola e la grande griglia che sovrasta la parete sulla sinistra: un reticolo fitto e nero che serve ad accogliere l’elemento green del nostro progetto. Tante piantine appese donano vitalità ad un elemento un pò freddo e cupo come il ferro.

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Con la loro finitura ed i toni caldi, i tavoli quadrati, il piano del bancone, le due mensole e la grande panca sulla sinistra contribuiscono a rendere l’ambiente più caldo. Quest’ultimo elemento, punto fermo del progetto, rappresenta, un pò come avviene nei bistrot parigini, il luogo di incontro, di condivisione e di aggregazione; così ferma e presente, si contrappone alla flessibilità dei tavoli quadrati, grazie ai quali è possibile creare situazioni di intimità o lunghe tavolate.
La cucina, a vista, occupa la parte destra del locale: è una cucina molto tecnica e funzionale, dal gusto industriale, sottolineata dalla parete dello sfondo fatta di piccole piastrelle bianche smaltate con fuga a contrasto.

 

L’illuminazione l’abbiamo voluta tecnica, essenziale, quasi impercettibile.
In cucina lampade in metallo dallo stile vintage. In sala e sul bancone quasi devono passare in secondo piano. Stanno lì solo ad assolvere la loro funzione. A prima vista non hanno uno scopo decorativo, ma in realtà diventano elementi caratterizzanti. Le E27 di Muuto scendono sui tavoli quasi a far vedere la bellezza della loro essenzialità. Le semplici lampadine a corpo tondo sul bancone vogliono solo illuminare e non mettere in secondo piano nient’altro.
Discorso diverso per la sospensione della saletta. Un lampadario di recupero riutilizzato, in perfetto stile del locale.

vista tavolini copia
Il colore delle pareti non è stato messo in secondo piano, infatti diventano elementi da vestire e da sottolineare; abbiamo pensato di rivestire la parete più importante con una pittura materica effetto corten, come se dovesse essere lì, intoccabile, arrugginita da sempre. Le pareti di fronte, quelle sulla destra, sono blu… ma di un blu accogliente, non freddo, anzi che quasi riescono a scaldare l’ambiente e renderlo accogliente.
Il pavimento, grigio ed industriale, è in contrasto con le pareti in mattoni e sassi della sala più piccola e non disturbano il resto dell’arredo… quasi è lì calmo, a mettere in primo piano tutto quello che del progetto deve emergere.
A completare tutto ci sono i dettagli. Quelli che non ti aspetti ma che arricchiscono. Quelli non ridondanti, che si vedono ma non disturbano.
Sono gli specchi dal gusto vintage, la mensola di legno in bagno che sorregge la ciotola lavabo, il dettaglio della rubinetteria, i vasi di piante grasse che colorano il progetto, i divisori in ferro dei tavoli, progettati per essere porta vaso e porta vino, le cementine che creano nell’ antibagno un’atmosfera intima, quasi casalinga.

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Un ambiente da diverse sfaccettature: vintage e industriale, caldo e accogliente, moderno e un po’ retro’.
E’ tutto quello che abbiamo voluto regalare a quest’ambiente e che ha preso vita attraverso questo progetto.
Avremmo voluto mostrarvi attraverso delle immagini il locale, purtroppo però, non ci è stato permesso dal committente di fotografarlo. Siamo quindi costrette a pubblicare solo i nostri render e le tavole di progetto.
A&D

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