Xeriscaping: il giardino si fa sostenibile Xeriscaping: il giardino si fa sostenibile

Il prato inglese ha sempre il suo fascino irresistibile, ma per mantenerlo sempre bello e rigoglioso ha bisogno di molta acqua e di molta manutenzione.

In un’ottica di risparmio, nella quale siamo, dovremo rivolgere lo sguardo ad altre tecniche di progettazione sostenibile di giardini.

Lo Xeriscaping, ad esempio, da xeros (asciutto) + landscaping (gestione del paesaggio), nasce nella zona occidentale degli Stati Uniti alla fine degli anni ’70, in quei paesi, come la California e il Colorado, che sono stati colpiti dalla siccità: si tratta di spazi verdi progettati per ridurre al minimo la richiesta di apporti idrici che non necessitano di molta manutenzione.

L’acqua è un bene necessario per la sopravvivenza di qualsiasi pianta, l’intento principale dello Xeriscaping è di utilizzarla in maniera misurata, evitando gli sprechi soprattutto in quelle località a clima molto secco o tendente a lunghi periodi di siccità.

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E’ necessario, innanzitutto, analizzare il luogo: l’esposizione, il tipo di suolo e la quantità di pioggia sono caratteristiche da tenere assolutamente in considerazione.

Altra operazione da fare è quella di suddividere il giardino in: zona arida, zona di transizione e zona “oasi” (con acqua).

In questo modo è più facile raggruppare le piante in base al loro fabbisogno idrico (hydrozoning):

– la zona arida deve essere posta il più lontano possibile da strutture, ed è quella che riceve la maggior parte della luce solare. E’, quindi, la più secca e dovrà essere irrigata solo nei mesi più caldi dell’anno. Qui troveranno posto piante autoctone o resistenti alla siccità;

– la zona di transizione è l’area di passaggio tra le due ed è quella a consumo medio, con un’irrigazione occasionale;

– la zona “oasi”, quella ad alto consumo di acqua, deve trovarsi più vicina agli edifici in quanto raccoglie anche l’acqua piovana dei pluviali e grondaie e crea un microclima migliore per l’abitazione adiacente. Un buon consiglio è di mettere le piante in vasi interrati, così che l’acqua non vada dispersa e non si favorirebbe la crescita di erbacce.

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Fondamentale è anche la composizione del suolo, infatti un buon terreno, leggero e con una composizione bilanciata, è in grado di conservare acqua: è consigliabile, quindi, una miscela di sabbia, argilla e limo con circa il 50% del volume occupato da macropori; in questo modo è possibile contrastare un drenaggio troppo rapido, il ristagno e la carenza di aria nel suolo.

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Altro metodo importante per la conservazione dell’acqua nel terreno è la pacciamatura, uno strato protettivo, a base vegetale/inorganico, che copre la terra e mantiene umido il terreno evitando la crescita delle erbacce. Esistono diversi tipi di pacciame, quello più usato è composto dall’accumulo di materiale organico come foglie, torba, muschio, rametti spezzati, pezzi di cortecce frantumati. Il pacciame inorganico è costituito, invece, da materiali di origine vulcanica come ghiaia e pietrisco, materiali che non hanno bisogno di essere sostituiti ma devono essere rinforzati con un tessuto filtrante al terreno.

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Una buona riuscita di un intervento di Xeriscaping dipende soprattutto dalla scelta delle piante; sono da preferire le specie autoctone e quelle che si sviluppano naturalmente in condizioni estreme, come altitudini elevate e terreni rocciosi o poveri. Le più conosciute e le più adatte sono le Succulente (o grasse); le Graminacee (Stipa, Carex, Festuca), il genere Helichrysum, con piante come il “fiore di carta” o il genere Xerochrysum, composto da 8 specie vegetali, sono alcuni buoni esempi. Si può optare per il timo, il Sedum, il Liriope e molte altre varietà che possono crescere bene in climi asciutti. Altre piante sono le erbe aromatiche che tollerano molto bene la siccità tra cui il rosmarino e la lavanda.

Per concludere, c’è da dire che il vento è l’unico nemico del nostro giardino Xeriscaping, perchè con esso aumenta notevolmente l’evaporazione dell’acqua del suolo. E’ importante quindi creare delle schermature permeabili in maniera tale da proteggere le piante.

A&D

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